#Errare Spaziale

“Errare spaziale” è una mostra di installazioni site specific nella quale le artiste interpretano lo spazio in maniera consapevolmente sconvolgente, invitando lo spettatore a introdursi e muoversi seguendo inedite prospettive. La mostra si inserisce all’interno della programmazione del Festival Officine…

#Errare Spaziale

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“Errare spaziale” è una mostra di installazioni site specific nella quale le artiste interpretano lo spazio in maniera consapevolmente sconvolgente, invitando lo spettatore a introdursi e muoversi seguendo inedite prospettive.
La mostra si inserisce all’interno della programmazione del Festival Officine Permanenti che si terrà il 18 e 19 luglio al Teatro Massimo

Artiste: Giulia Capsula Casula, Paola Corrias e Daniela Frongia
Organizzato da: hOMe Network e Urban Center

“Ribellarsi o disobbedire è decidere di uscire da un tracciato convenzionale e scritto, spostare la direzione propria o collettiva verso mete inesplorate, quindi sbagliate per il senso comune. Ciò che è già scritto e riconosciuto come regolamentazione di una collettività è legge, ciò che è legge non è ciò che è giusto e ciò che è giusto dipende da chi vuole prendere una posizione.
“Errare spaziale” è una mostra di installazioni site specific nella quale le artiste prendono una posizione rispetto allo spazio e accompagnano lo spettatore a fare altrettanto.
Lo spazio che ha accolto l’umanità fino ad oggi è una delle scatole in cui ci troviamo a vivere, volerlo focalizzare meglio ed indagare su di esso, vuol dire essere pronti ad avviare un processo di sovversione di diversi aspetti della realtà in cui siamo.
Il percorso espositivo segue tre diversi modi di vivere lo spazio ed il proprio io in relazione a questo.
Lo spazio urbano è il primo. Lo spettatore è cittadino ed arbitro. I centri gravitazionali dell’umanità questa volta sono visti dall’alto, ci troviamo ad essere i decisori delle sorti dell’implacabile urbanizzazione. Secondo Paola Corrias lo spazio si modifica in funzione di quello che vogliamo sia il nostro percorso, ci rende cittadini attivi di una città da attraversare .
Nello spazio ci si ferma e si pensa: non tutto è funzionale e non tutto deve scorrere veloce. Quello che ci suggerisce Giulia Casula è di rivedere le nostre convinzioni e di ascoltare voci dal passato che hanno vissuto la nostra terra, pensando che chi ha disobbedito e chi ha letto le distanze chilometriche non come mezzo funzionale ad un popolo, ma come garante identitario, ha cambiato nel suo piccolo la nostra percezione di realtà.
Lo spazio, e ciò che lo abita, è vivo. E’ un’alternanza di vuoti e pieni, di filo e di aria. Per Daniela Frongia anche ciò che non si vede esiste. La forma dello spazio è un intreccio dal sapore organico, delicato e forte, una maglia da rispettare e a cui adattarsi. Ogni punto dell’installazione è in connessione con il resto e con le proprie origini, goderne vuol dire fare parte del suo respiro.”
Daniele Gregorini
dal 15 al 22 Luglio 2019
Galleria Siotto Via dei Genovesi 114 Cagliari
Una trasmissione SARDONIA
Un film di Vittorio E. Pisu

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